Ballad to Shakespeare

Le cose che facciamo per ingannare chi dorme

drammaturgia e regia Stefania Tagliaferri, Verdiana Vono
con Alice Corni, Luca Dodaro, Valeria Jacquemet, Silvia Paganoni, Sauvage Rolla, Luca Schneider, Francesca Zanin, Luisa Zanin, Enrica Cortese, Paolo Quaglino, Jacopo Zerbo
Musiche Francesca Nota
Arrangiamento liriche Luisa Zanin

durata 70 min
produzione 2015

disegno luci Verdiana Vono, Ivan Gerbore
service L.A.P.E.
costumi Mariarosa Rosso
illustrazioni Carolina Grosa
insegna luminosa Riccardo Peloso
foto Monica Zanin, Paolo Tacchella
ufficio Stampa Miriam Begliuomini
si ringraziano Flaviano Tagliaferri, Cecilia Rosso, Maria Baroni, Giovanna Corni, Valeria Quaglino, Comune di Courmayeur, Cittadella dei Giovani di Aosta.

Sept. 11-17-2016 // 9th Shanghai International Experimental Theatre Festival – 2016 Shakespeare Festival 

Trama //

Chi conosce la fine delle parole? Dove vanno a finire quando nessuno le parla più.
Romeo ama Giulietta, Amleto è incastrato in un soffocante rapporto con Gertrude, Cleopatra ricorda la sua vita da regina. Giulietta muore, Amleto si chiede se Essere o non essere, Antonio ancora come sempre continua a sedurre Cleopatra.
E il giorno dopo, Romeo ama Giulietta e… Nella partitura di Ballad to Shakespeare si vedono le albe dopo lo spettacolo, si susseguono i giorni alla rovescia verso la liberazione dal finale a cui Shakespeare ha condannato i suoi personaggi e, apparentemente, non succede niente. Costretti da un’arcaica maledizione a peregrinare di città in città per raccontare al mondo le loro storie, i protagonisti rappresentano e ripetono per sette milioni di volte o sino a quando il pubblico non li avrà davvero capiti. Titania, prelevata dal suo sogno, è diventata star e guida del baraccone ambulante che ha dato ospitalità e nuovi obiettivi a Romeo, Mercuzio, Antonio, Cleopatra, Amleto, Gertrude e Puck, trasformista e sintesi degli altri nomi Shakespeariani assenti. E poi lo show. Il ragazzo degli autoscontri e il chiromante metrosexual, l’uomo forzuto e la barista, il ragazzo della pesca dei cigni e la domatrice di leoni, il trasformista e la Prima Donna e le sue due guardie del corpo cantano e ballano perché questo insegna lo spettacolo nella sua forma più pura. E così deve essere.

Appunti //

In Ballad to Shakespeare gli emblemi incontrastati delle passioni umane, protagonisti di un teatro nobile e ricercato, sono trascinati nella prigione dell’intrattenimento. Un pericoloso circolo vizioso cattura ed esalta i personaggi, diventati le figure di un lunapark.
Lo spettacolo è un freak-show musicale con canzoni live, unico spazio della drammaturgia in cui sono intatte le parole shakespeariane. Sotto il reggimento di un’ambivalente Titania, sette eroi barocchi sono costretti a ripetere in uno show le tragedie che li hanno resi noti, per rispondere alla necessità di esibizione e voyeurismo maturata dal Seicento a oggi. In occasione del quattrocentesimo anno dalla sua morte, abbiamo deciso di affrontare Shakespeare secondo noi: con un tributo parziale e del tutto soggettivo che racconta più della ricezione contemporanea che dei testi originali. Shakespeare ground zero: affrontare il Bardo senza di lui. Un orologiaio ormai lontano che ha lasciato disseminati sulla terra figli che continuano a percorrere il solco tracciato dal padre. Un limbo di anime che nell’attesa di essere messi in scena hanno trovato la loro vita nella ripetizione.

DALLA RASSEGNA STAMPA //

Insegna luminosa che accoglie il pubblico fuori dal Teatro Giacosa, come negli spettacoli di Broadway, Intrappolati in un luna park dieci personaggi, si incontrano e interagiscono tra loro, controllati e spinti dalla potente Titania (la sempre bravissima Alice Corni) con il folletto Puck (Jacopo Zerbo) a fare da fil rouge e narratore.
Erika David, Gazzetta Matin, 4 gennaio 2016, p. 51

Come da tradizione, lo scherzo e il dispetto vengono usati per simboleggiare l’amore e la sua mutevolezza, Puck è l’amore che prima si nasconde e poi si svela proprio come in “Sogno di una notte di mezza estate”. Uno spettacolo che ricorda per certi versi il libro di Gaiman American Gods e il musical Rocky Horror Picture Show, sopratutto quando Mercuzio esprime tutto il suo spirito libero indossando i tacchi a spillo lasciando uscire il metrosexual che è in lui.
Stefano Corgnier, nerdrockcafe.net